sabato, 19 aprile 2008

  Lastre


 

Cosa c'è di peggio di un idiota che non ha mai letto un libro?

Un idiota che ne legge tanti.



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giovedĂŹ, 10 aprile 2008



Nell'ottica del risparmio energetico e del revival, mi autoriciclo ripescando questo pezzo, dopo una leggera revisione e qualche aggiunta.
 
 
Kyashan (o "Shinzo ningen Cashern", cioè  Cashern, l'uomo dal nuovo corpo, 1973) è un anime un pò datato ma dai contenuti molto interessanti.
In un futuro non molto lontano dal periodo attuale, per una delle poche volte non post-atomico, l’umanità è ridotta a resistere al suo lento ma progressivo sterminio ad opera della tecnologia evoluta resa ormai indipendente e intellettualmente autonoma (o quasi).
Nessuna scena alla Matrix o stile 5° Elemento, la gente viveva ancora in case e in città normali prima dell'inizio della fine.
Chi conduce questa “campagna” così ben mirata è un condottiero, non uno qualunque, un androide di nome Braiking, nella traduzione inglese Black King (Re Nero..... ma non l’enorme cavallo di Roul di Hokutiana memoria ossia "Kokuoh-Go") o Re Oscuro. 

C'è un vero e proprio richiamo ad immagini e simbologie note, quelle del Nazismo hitleriano, dove Braiking (si dovrebbe scrivere Breiking a questo punto) riveste il ruolo di un Adolf sintetico, ma molto meno codardo e defilato e molto probabilmente assai più lucido e logico di quello ormai, e per fortuna, defunto..... Ci si rifà così tanto a tale triste frangente storico che non soltanto lo stile estetico ricorda divise, simboli e quant’altro, seppure impersonato da androidi e robottoni, ma specialmente la struttura gerarchica, la gestualità, i riti e il cinismo automatizzato, la marzialità e, per concludere, il saluto al “capo assoluto” ne riprendono la tipicità: tutti i sottoposti ripetono, con assurdità meccanica, lo stesso saluto che fu anche grido di battaglia e di cieca obbedienza “Heil Breiking” con tanto di braccio destro teso verso l’alto.... niente di nuovo dunque, almeno da questo punto di vista.
Anche le situazioni narrate, molto spesso riproducono il senso di ansia, di frustrazione e di orrore che doveva essere una costante tra i civili assediati dal fanatismo nazista.
In questo anime tutta l’umanità, in maniera globale, è nella condizione di moderni ebrei, coloro i quali devono pagare ed essere annientati per risolvere i problemi del mondo.
Ma qual è l’origine di tanto cyberodio nei confronti dell’uomo?
Breiking non è altro che l’evoluzione del programma BK1, sviluppato da alcuni scienziati guidati dal professor Azuma e impegnati in un ruolo e in un compito forse troppo complesso per trovare facili vie risolutive: il pianeta, proprio a causa dell’umanità, è ormai in serio pericolo di crollo ecologico; oltre a ciò l’uomo ha abbondantemente dato dimostrazione di essere capace non soltanto di distruggere l’ambiente in cui vive (cosa alquanto autolesiva), ma di essere anche inadatto a salvaguardare la propria razza, visti i continui conflitti e le sperequazioni.
Il programma BK1, inizialmente, aveva il compito di trovare una soluzione, la migliore, a tanta prossima ed irreversibile distruzione.
L’unico responso, dopo anni di elaborazioni, risultò la cancellazione del vero responsabile di tutto, proprio l’uomo, e il ripristino delle condizioni ambientali naturali precedenti alle devastazioni umane (un'ambientalismo particolarmente spinto): ciò farà bene all’uomo, privato della responsabilità di perpetrare metodi che lo danneggiano e che ne causano l'infelicità, e al pianeta, finalmente liberato dal suo carnefice.
Il programma BK1 ebbe poi un'evoluzione autonoma nell' “Androide BK1”, riuscendo a guadagnare autonomia sia di movimento che di pensiero. In seguito, tutto ciò divenne Breiking, ormai completamente autonomo e fedele (alla lettera) alle sue direttive primarie.
Molti esseri umani vengono così schiavizzati e costretti a lavorare per produrre i mezzi finalizzati al loro stesso sterminio.
Non dobbiamo immaginare, però, un’umanità completamente e costantemente sopraffatta e in fuga.
Proprio come accadde nell’impresa esagerata del reik tedesco, molte azioni offensive non portavano sempre alla vittoria delle truppe robotiche e gli obiettivi spesso risultavano al di là delle possibilità materiali di Breiking e dei suoi sottoposti.... insomma non sempre tutto fila liscio e, ad un certo punto, diventa evidente l’impossibilità di concludere efficacemente il progetto con una soluzione finale.
Tale programma avrebbe previsto la sostituzione dell’uomo con macchine in grado di curare l’ambiente, flora e fauna, e la conservazione di una ridottissima percentuale di esseri umani tenuti “in cattività” e sotto stretto controllo al fine di insegnare loro (magari con la forza) come comportarsi.
In tutto ciò ovviamente si inserisce l’eroe, ovvero Kyashan, ragazzo figlio dell’ideatore del progetto BK1. Kyashan è ormai un qualcosa di nuovo, non più un ragazzo nè un androide... E' difatti un ibrido, derivato dal sacrificio di Tetsuya che, motivato dal desiderio di bloccare il potere del Re Nero, sacrifica la propria umanità sperimentando l’ultimo progetto lasciato incompiuto dal padre e diventando, così, l’unico mezzo per porre fine alla tirannia meccanica (utilizzando il sole come fonte energetica "pulita").
E’ una lotta difficile, fatta di rappresaglie e di cinismo, di violenze, di eroismi e sacrifici, non ultimo la rinuncia da parte del protagonista al proprio stato umano e alla dimensione emotiva, dalla iniziale e comprensibile confusione all’allontanamento della donna amata e, in conclusione, la perdita della propria esistenza terrena.
Tetsuya era certamente molto combattuto e, a quanto sembra dalla visione dell'opera, anche comprensibilmente tormentato e continuamente sull'orlo di un crollo psicologico.
Lo sostengono le finalità del suo sacrificio, la liberazione dell'umanità e la reazione alle violenze, i ricordi di un amore felice, la compagnia del suo cane meccanico e i saltuari consigli della madre Midori, la cui memoria e personalità era stata riversata all'interno di un cigno robotico che faceva da spia infiltrata tra le fila della dittatura di BK1 (una delle trovate forse più "stravaganti" dell'opera).
La causa di ciò, ossia della costante sofferenza personale, è probabilmente dovuta al fatto di avere ancora una mente umana (oltretutto quella di un ragazzo) ma, drammaticamente, un corpo non più del tutto umano.
Credo che uno dei significati traibili da questo contesto fosse che, come succede anche nella realtà alle persone normali, l'Eroe tentasse di trovare delle giustificazioni o di crearsi delle spiegazioni e una visione del mondo che allentasse in qualche modo la sofferenza di non avere più un'esistenza del tutto umana, con esisti a volte molto bruschi e controproducenti.
Quando, ad esempio, si teneva lontano dall'ex-ragazza Luna e diceva di non poter amare, da un lato il motivo è che non poteva farlo realmente ("materialmente", da quello che si può capire dall'anime) e, dall'altro, non voleva illudersi eccessivamente di poter riavere una vita normale.
A tutto ciò si aggiunge anche il fatto che, quando la sua natura di mezzo-androide si diffonde tra gli umani, Tetsuya si ritrova a dover sopportare anche il disprezzo delle le persone che continuava a difendere.
Infine, credo fosse destinato a non durare in eterno e a consumarsi nel portare a termine la sua missione.
Se avesse pensato costantemente al fatto che, una volta finito tutto, non avrebbe potuto sposarsi e metter su famiglia, avere dei figli o invecchiare, farsi il bagno al mare in costume o altre cosette del genere, non credo ne avrebbe tratto una qualche utilità... probabilmente sarebbe caduto in una depressione talmente profonda che non si sarebbe più mosso.
E allora addio "salvatore del mondo"!
E' nel complesso un'opera molto interessante, sia come rivisitazione che come contenuti, nonché come caratterizzazione dei personaggi, per la logica e le riflessioni di ognuno di essi, compresi quelli non umani.
E dire che alcuni ancora sono pienamente convinti che dietro ogni singolo anime o cartone animato o fumetto si celi puro svago o qualsiasi vuotezza priva di scopo, pura violenza gratuita ad esempio. In qualche caso è verissimo ma, in altri, niente è più falso.
Note:
1) dati sulla serie: Registi "Noriaki Yuasa" e il famoso "Yoshiyuki Tomino"; Designers "Tatsuo Yoshida" e "Yoshitaka Amano"; Autori "Tatsuo Yoshida", "Hiroshi Sasagawa", "Akiyoshi Sakai" e "Naoko Miyake".
2) è possibile rivedere una sintesi compatta della serie nel film di animazione del 1993 dal titolo "Kyashan - Il mito".
3) nel 2004 è uscita la trasposizione cinematografica dell'anime, con il titolo "Kyashan - la rinascita", regia diKazuaki Kiriya, ma si tratta più che altro di una rivisitazione non fedelissima alla serie di animazione.


Postato da Volf alle ore 11:07 | commenti (7) | commenti (7) (Pop Up)
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