sabato, 22 settembre 2007



Puntuale come sempre giunge il giorno in cui si aggiunge una tacca sulla linea della vita (no, non mi incido il palmo della mano con un coltello).
Niente di particolare da annotare, se non le solite cose non proprio positive come ad esempio non avere un lavoro e tutti quei curiosi satelliti che gravitano attorno a questo fattore.
Intendiamoci, il lavoro o l'avere per forza un lavoro da fare a me non interessa per niente... non sono stato progettato per quello, e di gran lunga se potessi risparmiarmelo lo farei volentieri, senza minimanente risentirne moralmente e ideologicamente. Però qualche "dottorone" afferma che per sopravvivere è necessario avere uno stipendio, e quindi prima o poi questa farsa toccherà anche al sottoscritto.
Per il momento, causa tirocinio obbligatorio, svolgo mansioni non retribuite ma che anzi mi causano continue perdite economiche giornaliere, principalmente sotto forma di carburante auto.
Volendo fare un cenno ai festeggiamenti previsti per l'occasione, questa volta ho optato per scelte molto più egoistiche del solito, preferendo una gradevolissima uscita con la mia gentile signora (sushi, ti stiamo pregustando) al dare soddisfazione ad altre manifestazioni di gruppo, che avrei gradito assai meno.
Capita infatti che io sia spesso un maledetto orso misantropo e che non gradisca particolarmente le situazioni in cui un insieme di persone si riunisce per una serata che abbia me come tema pricipale.
C'è anche da dire che, in alcuni casi, ovvero quando ad esempio la cosa è organizzata dalla mia famiglia, spesso il vero oggetto del festeggiare è l'occasione per prendermi per il sedere impunemente di fronte ad altre persone con la scusa dell'aria allegra della festa, sentendosi investiti dall'autorizzazione di rivangare e reinterpretare fantasiosamente episodi del passato e dell'infanzia in modo sottilmente imbarazzante, oppure di soddisfare il "loro bisogno" di vedere altra gente.
Dato che sono uno a cui basta il pensiero, sia per auguri che per altre forme di dono materiale, mi accontento benissimo di questo senza che sia necessario concretizzare con incontri vari e generose donazioni.
Per concludere, il regalo personale che questo invecchiamento del 2007 mi ha concesso è un mal di testa cronico che da giorni non mi molla se non per poche ore... che bello, io volevo proprio questo
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venerdì, 14 settembre 2007



Ormai non guardo per molto tempo al giorno la televisione, dopo un pò si somigliano tutte, magari per un paio di ore al massimo mi limito ad assistere a quello che ci trasmettono dentro, sapete qualche programma satirico, qualche documentario e quelle robe che hanno un inizio, uno svolgimento e, a volte, una fine.
Nonostante questo, è possibile tracciare una storiografia del visto in tv, dall'infanzia fino ad oggi, che si regga essenzialmente sulla pubblicità.
Autorevoli individui che preferiscono restare anonimi, hanno sviluppato teorie interessanti in base alle quali ciò che si vede in televisione come programmazione di vario genere e categoria, sia in realtà il frutto di un attento e metodico gioco di montaggio delle innumerevoli pubblicità, riversate in video sin dai primordi delle trasmisioni radiotelevisive.
Non vedo perchè qualcuno dovrebbe decidere di non dar credito alle teorie di tali illustri sconosciuti. Se ve la sentite fatevi pure avanti, sbruffoni che non siete altro.
In ogni caso, questo potrebbe spiegare il senso di già visto di molte delle cose che vengono propinate, oltre che il crescente sospetto che la qualità dei contenuti stia progressivamente calando verso il banale e verso un'ambigua trama da televendita.
Del resto, se la base è costituita dalla pubblicità, basta vedere quanto spossato impegno sia riversato da strapagati creativi, dediti quasi certamente all'uso di massicce dosi di crack e trielina, per trarre le logiche somme.
Se in passato, di fianco a quelli che credevano di poterti convincere a comprare un prodotto senza minimamente parlare delle sue caratteristiche ma semplicemente dicendoti che solo la gente figa li compra e li usa, esistevano comunque pubblicitari che tentavano un minimo sindacale di impegno nel conquistare la fiducia del potenziale cliente, ora le cose sembrano andare qualitativamente a picco.
Come prima cosa, ciò che si vende non è l'utilità del prodotto o le caratteristiche che lo rendono indispensabile nè, volendo andare sul superfluo, ciò che lo rende migliore di altri suoi pari. Si vende tutta l'immagine che ci sta intorno, e che voi potete sfruttare di riflesso una volta acquistato. Si vende la cultura dell'oggetto o prodotto, il suo ruolo sociale che fa di voi l'accessorio.
Si vendono, tanto per sintetizzare, le cazzate.
E cazzata assume connotazioni multicolori.... ad esempio può indicare quelle caratteristiche assolutamente inutili sotto un proflilo pratico e, talvolta, anche estetico ma essenziali perchè il prodotto si noti in giro, nel bene ma specialmente nel male.
Può anche indicare che si vendono cose false, imbastendo intorno al prodotto tutta una fuffa convincente che poi, una volta preso possesso del miraggio si scopre non esistere, un pò come accadeva per quei giocattoli per bambini resi appetibili con tutta la coreografia e i diorama che poi, una volta nelle mani del pargolo, si rivelavano deludenti e privi di contesto.
Indica anche che, fondamentalmente, ti vendono bisogni e valori, ti dicono che oggi non puoi non avere la necessità del telefono che fa anche da tostapane e che solo un grande campione e una persona socialmente inserita lo possiede, pertanto ti fanno vedere tutta una seire di modelli di persone socialmente inserite (senza però rendere chiaro in quale contesto sociale siano stati inseriti) palesemente diversi da te. Se vuoi cominciare ad avvicinarti a loro, puoi iniziare con l'acquisto del prodotto, altrimenti resta pure ai margini ed estinguiti nella tua indipendente mediocrità.
Sono cazzate, infine, le logiche che vengono inventate e proposte senza il minimo impegno, cosa che anche un neofita truffatore appena diplomato tale e degno di tal titolo, ossia che non abbia totale disprezzo dei propri polli, cerca di evitare, dal momento che tiene al fatto che, chi viene truffato, abbia poi ad esclamare "ah però, me l'ha messa nel didietro ma con una certa classe".
I pubblicitari ora no, questo impegno non ce lo vogliono mettere... tanto il cliente è fesso e si raccoglie qualsiasi minchiata.
E allora, a perla e rappresentanza di una nuova generazione di "creativi" sempre più scoglionati, ma pur sempre strapagati, ecco una recente pubblicità dalla logica ferrea:

"Il tuo telefonino si è insabbiato? (immagine di un tizio che brandisce sconsolato il proprio cellulare dal quale, non si sa bene perchè, fuoriesce della sabbia).
Se sei rimasto senza credito vieni da *******
(nota catena di elettronica e affini), con l'acquisto di un nuovo cellulare ****** ti ricarica 20 euro di traffico telefonico.!"

Ora, sarò eccessivamente puntiglioso lo so, ma a me suona un pò come il voler vendere una casa ad uno che ha bisogno di un garage ma non ha i soldi manco per quello. Logica mi suggerisce che, se non hai 20 euro per ricaricarti il cellulare e telefonare, non andrai a tirarne fuori 100 per poi poter finalmente avere i 20 euro che ti permettono di chiamare gli altri e raccontare di quanti gatti hai visto stamattina in giro, se sapessi che belli, e poi c'era anche signora Maria... come chi? quella che incontro sempre la mattina dopo che vedo i gatti, ti ricordi? ha il figlio quello secco, no non quello militare, questo fa l'infermiere, no non alto... è basso. Quello che ti mandava sempre i saluti e da bambino ti diceva che ti avrebbe sposato. Si... no... non so. Comunque, ti dicevo, la signora Maria ora è ferma e sta guardando i gatti, si gli stessi che ho visto io, nooo senza il figlio, quello secco... ah aspetta, una cosa urgente, mi serve il nome di quel medicinale perchè mi sta venendo un attacco di cuore, come hai detto? si chiama? Z-E-Y-L-L-... poi? *Attenzione credito disponibile esaurito*. Uff, ora devo comprare un altro cellulare, andrò a chiedere un prestito ad una finanziaria che non mi chiede alcuna spiegazione e caccia subito fuori i soldi.



Postato da Volf alle ore 17:38 | commenti (7) | commenti (7) (Pop Up)
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lunedì, 10 settembre 2007



Con il rischio di propinare conclusioni imprecise agli occhi dei professionisti o di quelli tra voi più competenti del sottoscritto (non ci vuole poi molto), di recente mi sono trovato a discutere e a riflettere sulla logica che sta dietro al funzionamento di un computer, o almeno di "alcuni aspetti" del suo funzionamento.
Trovavo ad esempio discutibile la prolungata necessità e, conseguentemente, il prolungato utilizzo di quei dispositivi software detti Driver.
Ora, senza scendere nei dettagli a che serve un driver?
Per quelle che sono le mie conoscenze in materia, un driver è un codice che permette al sistema operativo di capire che cosa diavolo avete collegato al pc.
In pratica, il pc senza un sistema operativo può fare ben poco: ha un Bios, ossia un sistema di autodiagnostica che funziona dalla scheda madre e che gira per conto proprio, senza sistemi operativi o altri software installati sul disco fisso; è lui che vi dice quali unità di base sono collegate alla scheda e se funzionano. E' una cosa che viene programmata dai produttori della scheda madre e parte appena accendete il pc: immaginate voi che vi svegliate al mattino e, senza che ne siate consapevoli, il vostro sistema nervoso effettua dei controlli per sapere se avete ancora entrambe le braccia o le gambe, i polmoni, un cuore (senza l'avvio sarebbe "difficile"), occhi, naso, bocca e quantaltro e se tutta questa roba oltre ad essere dove dovrebbe funziona anche come si deve. Di fatto il sistema nervoso lo fa, ed è molto più veloce di un pc... ma resta comunque fallibile e può quindi prendere qualche grossolana cantonata (strano ma vero).
Il Bios segnala anche eventuali cambiamenti, un disco in più, un lettore in meno, ma se questi non compromettono il buon funzionamento della macchina l'avvio procede senza grosse crisi e viene lasciato spazio al sistema operativo presente sul disco rigido, Windoz, Linux, Mac etc. (il vostro cervello con tutto ciò che sapete o conoscete e che, in sintesi, vi permette di essere voi stessi).
Mentre il Bios è essenziale, ossia riconosce un disco rigido o un lettore dvd, una ram o un processore per quello che sono, il sistema operativo, da qui in poi S.O., è un grande spaccapalle.
Qui infatti viene il bello, anzi il brutto, nei rapporti tra i vari elementi che compongono il vostro pc e la possibilità di utilizzarli.
Parlerò per parte di Windofz, ma è possibile che anche con altri S.O. esistano problemi simili.
Allora, nonostante per realizzare un sistema come Windoz ci vogliano anni di lavoro, ormai le unità di base o meglio quelle più diffuse e utilizzate dagli utenti di pc esistono da diverso tempo. A parte quei casi in cui vengono prodotte periferiche nuovissime e per le quali, comprensibilmente, il S.O. in uso non è stato concepito, per tante altre unità sarebbe teoricamente sufficiente collegarle al nostro pc, in varia maniera a seconda del tipo di prodotto, e poterle usare per quello che sono: una stampante stamperà, un chiave usb memorizzerà, un mouse mouserà etc...
Invece no, molto spesso il S.O. ha bisogno che voi gli diciate, o meglio gli insegniate, in primo luogo che diavolo avete collegato al pc, in secondo luogo a che serve quella roba là ancora non meglio definita. Per fare ciò dovete possedere un file, il driver, che il vostro S.O. dovrà leggere e memorizzare, azzociandolo così alla periferica sconosciuta. Se la casa produtrice è fallita, o se non avete il file suddetto o non potete usare internet o se, sfiga delle sfighe, la ditta esiste, ha un sito e voi avete internet ma quel prodotto non viene più considerato e non trovate il file in questione allora siete pronti per usare la periferica come fermacarte.
E' certo che con Winzoz XP le cose siano migliorate rispetto ai suoi predecessori: molte periferiche possono funzionare anche come "generiche", cosa che comunque non vi garantisce un buon funzionamento delle stesse o un apprezzabile sfruttamento delle potenzialità della periferica, oppure vengono riconosciute facilmente per la loro funzione principale (è il caso delle memorie USB, spesso chiamate senza motivo "penne"). Ma purtroppo, anche per quei prodotti la cui categoria è presente già da tempo, non sempre è così semplice.
Ora mettiamo che voi abbiate la patente ma da anni guidiate solo la vostra auto: il vostro cervello ha imparato più o meno a memoria a comandare le funzioni della vostra macchina che è quasi un accessorio del vostro corpo (volendo allargare il tiro, ciò rientra nella teoria della "mente diffusa"); ecco, ipotizzate di dover prendere per un qualche motivo un'altra auto di marca e modello differenti dalla vostra, aprite la portiera, vi sedete e, al momento di mettere in moto e avviare l'auto, sentite un "clunk" nella vostra mente, vi bloccate senza poter più fare nulla nè con la nuova auto nè con il vostro corpo, e come posseduti vi metteste a recitare una frase tipo "mi è impossibile riconoscere la periferica! Automobile x non supportata, non mi sarà possibile utilizzare questa periferica. Affinchè io possa guidarla è consigliato farmi acquisire il contenuto di un manuale di utilizzo di questa periferica a 4 ruote non riconosciuta". Potrei capire passare da un'auto ad un autobus anche se il nostro S.O., essendo più elastico e meno rigido, ci permetterebbe almeno di capire che bene o male il funzionamento avrà dei grossi punti in comune con quello dell'auto.
Questo è solo uno scherzo, ma in parte può rendere l'idea.
Certo non possiamo sapere cosa potrebbe accadere nel caso in cui ci venisse impiantato un altro braccio completo di mano, ipotizziamo che sia anche perfettamente collegato al sistema nervoso centrale (cosa al momento ancora impossibile), non sappiamo se il nostro sistema operativo si pianterebbe o se comunque proverebbe ad usarlo così come utilizza le altre braccia. Di sicuro non abbiamo nè una biologia nè un sistema nervoso progettati per una simile evenienza.
So che i più tecnici staranno già storcendo il naso, pensando magari "Eh ma così il discorso è troppo semplicistico, non tiene conto delle differenze anche grosse che ci possono essere tra una periferica ed un'altra della stessa categoria...."; una simile obiezione è più che sensata.
In effetti cercavo di distinguere i casi dei prodotti di ultima generazione, appena sfornati e prima inesistenti, da quelli più comuni e di uso più diffuso.
La logica di non immediata comprensione è relativa al perchè, se è condivisibile che un S.O. se pur moderno non possa avere la chiave per qualsiasi cosa venga attaccata al pc, non venga adottato un sistema più semplice da parte di chi produce le periferiche.
Infatti sono i produttori di periferiche che possono immettere sul mercato prodotti dalle caratteristiche specifiche più differenti, mentre i Sistemi Operativi restano relativamente stabili per un certo periodo di tempo (lasciando perdere i vari "aggiornamenti" scaricabili dalla rete), finchè non vengono sostituiti con S.O. nuovi di pacca. Tali produttori di periferiche potrebbero mettersi dalla parte del conumatore e dei S.O. allo stesso tempo, e tentare di semplificare quanto più possibile la procedura di riconoscimento degli oggetti che producono.
Mi spiego meglio: non so se motli di voi ne siano a conoscenza ma, oltre ai driver (cioè i files che dovete far riconoscere manualmente al sistema operativo in uso), esistono i firmware. Ora, spero di non sbagliarmi, ma il firmware è quasi come un driver soltanto che è scritto nella periferica che voi montate, o meglio si trova in un chip della periferica e spesso è anche possibile aggiornarlo (la procedura è delicata, ma fattibile).
Il firmware di base è progettato da chi produce l'oggetto ed è tale che, una volta collegato tale oggetto al vostro pc, sia possibile utilizzarlo senza grossi problemi per le funzioni che deve espletare. Un esempio di periferiche che utilizzano firmware sono le unità ottiche, ossia lettori cd/dvd e materizzatori. Il S.O. sa cosa sono e a cosa servano.
Purtroppo non conosco le possibili insidie che potrebbero celarsi dietro l'uso di un firmware al posto della procedura di riconoscimento via driver (lasciata all'utente) ma, se non ve ne fossero di particolari, direi che sarebbe molto più comodo se si fosse adottato da tempo questo sistema, con apposita collaborazione tra chi realizza i S.O. e i produttori delle periferiche.
Sarebbe anche meglio se tutti i sistemi operativi avessero una base comune nel riconoscimento delle periferiche che utilizzano un driver, in modo tale che anche un prodotto ormai vecchio potebbe essere utilizzato sui vari sistemi operativi anche recenti, senza doverlo necessariamente buttare perchè, ad esempio, si sono persi i driver o perchè il sistema operativo è troppo avanti e non lo riconosce più.
Secondo Wikipedia, e diversamente da quanto da me intuìto, "
Il driver permette al sistema operativo di utilizzare l'hardware senza sapere come esso funzioni, ma dialogandoci attraverso un'interfaccia standard, i registri del controllore della periferica, che astrae dall'implementazione dell'hardware e che ne considera solo il funzionamento logico. In questo modo hardware diverso costruito da produttori diversi può essere utilizzato in modo intercambiabile
". Dall'esperienza, tuttavia, mi risulta non solo che ci siano problemi per diversi prodotti dello stesso produttore, che di fatto utilizzano driver differenti per poter funzionare, ma che in soldoni, al di là del fatto che il S.O. non sappia come funzioni l'hardware ma dialoghi con esso tramite le istruzioni acquisite dal driver, il risultato è che se non c'è il driver l'hardware non è utilizzabile dall'utente... Misteri della fede (o della mia ignoranza)!
Poi, dato che ormai siamo nell'era delle pretese assurde, ci sono anche alcuni suggerimenti da parte dei produttori dei Sistemi Operativi. Uno tra questi suggerimenti ci propone che "
Un'altra soluzione che può essere adottata [...] potrebbe essere quella di scegliere solamente device-driver (dunque, per ovvi motivi, anche periferiche... non solo i driver) certificati e riconosciuti dal produttore del sistema operativo sul quale dovranno essere installati", ossia "Comprate solo le periferiche che vi diciamo noi o perchè le abbiamo testate sul sistema operativo di nostra iniziativa e per comodità o perchè i produttori ci hanno pagato per farlo. Laciatevi guidare e non avrete problemi".

- Mamma mamma, mi sono spuntati 4 nuovi cosi bianchi dietro ai molari... cosa sono?
- Sono denti, i denti del giudizio.
- Ah... ok, ma come si usano??”



Postato da Volf alle ore 17:02 | commenti (7) | commenti (7) (Pop Up)
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