giovedì, 19 luglio 2007



 E' certamente il caso che io getti luce su un argomento, o meglio risponda ad un bisogno avvertito senza dubbio alcuno da qualunque essere umano si trovi ora a respirare sulla terra.
Mi riferisco all'assoluta necessità di fare chiarezza dall'interno sui quesiti che di sicuro ogni persona, da quelle di buona volontà ai più pigri, si pone ogni singolo minuto circa la psicologia e gli psicologi.
Ora, sono consapevole che un simile atto non sia mai stato fatto e che imbarcarmi in quanto segue mi varrà l'odio e il livore di tutta quanta la popolazione di psicologi e simpatizzanti, per aver rivelato i segreti più segretissimi e aperto le porte al sancta sanctorum del più infido dei saperi, fino al punto che questo potrebbe costituire l'ultimo mio atto scritto.
Nella piena tronfiezza del mio incosciente gesto, vi lascio dunque questo presuntuoso ultimo testamento che varrà il sacrificio ripagato con la giusta e dovuta illuminazione della razza umana e la liberazione da secoli di oscura ignoranza, passata e futura.
Ecco, allora, una serie di verità, in taluni casi apparentemente contraddittorie, sulla materia in oggetto che dissipano ambiguità e neutralizzano i “sentito dire” sull'argomento, mai chiariti ma da sempre circolanti:

  • D. La psicologia è una scienza esatta? - R. Certamente, proprio come la chimica e la matematica.

  • D. Gli psicologi o chi soltanto ha studiato psicologia può leggere nel pensiero altrui? - R. Ebbene si, è una proprietà che tutti acquisiamo dopo un certo tempo, anche se nessuno lo ha mai rivelato. Si può quasi affermare che si tratti di una sorta di mutazione genetica progressiva.

  • D. Chi opera nel campo della psicologia è un “venditore di fumo”? - R. Ma certo, è uno degli esami fondamentali, addirittura partizionato in tre parti e suddiviso in ambiti differenti, da una parte l'ambito teorico e dall'altro alcune tecniche pratiche.

  • D. Gli psicologi rovinano le famiglie e distruggono l'armonia tra le coppie, gli amici o i colleghi di lavoro? - R. Onestamente direi che si tratta di uno degli obiettivi principali di chi esercita, tanto che solo raggiunto il 95% di questi risultati per anno ci si può ritenere dei veri professionisti, appagati e realizzati. Perché il 95%?? Beh, qui chiedete troppo...

  • D. E' vero che “tutti sono un po' psicologi”? - R. Inutile mentire, è proprio vero. Pare che si tratti di un fattore genetico comune a tutti gli esseri umani e che la cosa sia stata negata con scarsa credibilità sino ad oggi. Non c'è alcuna differenza tra l'agire di uno psicologo e quello di una persona qualsiasi presa a caso.

  • D. E' vero che invece che perdere tempo a studiare psicologia basterebbe un po' di sano buon senso? - R. Su questo punto non c'è unanimità, ma devo dire che personalmente trovo assai più convincenti i sostenitori del “SI, basta il buonsenso”.

  • D. E' vero che in psicologia finiscono gli scarti di psichiatria? - R. Perchè negarlo!? Esiste una commissione apposita che smista gli iscritti e punisce gli immeritevoli relegandoli in questa reietta area di studi.

  • D. La psichiatria cura mentre la psicologia confonde - R. Mai niente fu più saggio e obiettivo.

  • D. Le persone laureate in psicologia sono sempre attente a quello che facciamo e diciamo e ci giudicano in ogni istante, continuamente e in modo tale da avere un rapporto dettagliato su chi siamo, cosa pensiamo e il vero perché di tutto il nostro agire? - R. E' naturale. Ogni singolo istante da quando si entra in contatto visivo e/o uditivo con altri esseri umani diventa occasione irresistibile di analisi e calcolo. Direi che è proprio impossibile non entrare in una modalità di scansione e analisi che farebbe invidia a qualsiasi antivirus informatico. Per questo logorio la vita cerebrale di chi ha studiato psicologia è particolarmente breve ed è, di fatto, impossibile eseguire qualsiasi altra operazione cognitiva per tutta la durata del contatto con altre persone.

  • D. Se racconti quello che hai sognato ti sanno dire cosa c'è dietro - R. Beh, dal momento che si tratta di una scienza esatta mi sembra chiaro che da un insieme di racconti e immagini senza senso sia sempre possibile trarre una serie di significati infallibilmente oggettivi e documentabili.

  • D. Psicologia è un corso di studi semplice e ridicolo in cui si iscrivono persone mentalmente disturbate, poco dotate e che comunque fanno finta di studiare qualcosa. - R. Finalmente un po' di verità dietro a tanto parlare.

  • D. Psicologia e filosofia sono la stessa cosa. - R. Non proprio. Un filosofo è anche psicologo. Uno psicologo può essere riconosciuto come filosofo se compare in televisione dopo essersi drogato. Ma comunque sappiate che il certificato di laurea, se inclinato opportunamente, può essere letto come laurea in filosofia (viceversa lo stesso vale per filosofia).

  • D. Gli psicologi non servono a niente e non sanno fare niente - R. Vero, tanto che recenti studi stanno tentando di catalogare la massa di operatori nel settore come un particolare tipo di materia inerte le cui origini, forse, potrebbero essere di natura aliena. Sembra che non possano essere utilizzati nemmeno come combustibile solido.

  • D. E' vero che per fare lo psicologo è fondamentale, se non irrinunciabile, un forte carisma personale? - R. No, è proprio l'unica cosa che conta anche ai fini dell'abilitazione. In mancanza di tale requisito è permesso ovviare solamente con un uso smodato della violenza fisica e verbale.

  • D. Se hai studiato psicologia puoi ipnotizzare la gente - R. Certo, è un altro dei poteri che si acquisiscono durante il corso. Chi più chi meno ne sono dotati tutti quanti... è un po' come una magia.

  • D. Gli psicologi sono sempre in accordo tra loro e utilizzano un unica modalità per affrontare i problemi e inquadrare i fenomeni. - R. A volte capita anche che tutti insieme pronuncino le stesse parole contemporaneamente. È un po' come essere dei Borg, ovvero collegati ad una grande rete centrale.

  • D. In psicologia non esiste relativismo. - R. E' un fenomeno totalmente sconosciuto. Tanto che lo si deve simulare per essere credibili e non suscitare l'invidia delle altre discipline.

  • D. I disturbi come la depressione nascono unicamente dalla debolezza di carattere di chi li manifesta oppure vengono inventati dagli psicologi per farci soldi: una persona con le palle non avrà mai di questi problemi - R. E' verissimo. Che la smettano di fare la lagna tutte quelle mammolette. Dovrebbero arrestarli tutti, pazienti e psicologi.

  • D. Chi ha studiato psicologia ha anche affrontato un lungo percorso individuale, migliorando se stesso. - R. Naturalmente, infatti se notate sono tutti delle ottime persone, equilibrate e difficilmente intaccabili. Si potrebbe dire che rasentano la perfezione personale.

  • D. Uno psicologo riesce sempre a capire quando qualcuno sta mentendo - R. Se proprio non si vuole ricorrere alla lettura del pensiero o all'ipnosi, diciamo anche che esiste tale capacità spontanea di vedere con chiarezza tutte le menzogne. È come se il menzognero apparisse progressivamente più basso e dotato di un naso più lungo.

  • D. Ma c'è davvero bisogno della psicologia? - R. Ovviamente no.

  • D. La psicologia non servirà mica a far credere alle persone che ne hanno bisogno? - R. No, ma serve a far credere agli psicologi che ci sia bisogno di loro.

  • D. Perché ci sono figure di diversa formazione che occupano i posti degli psicologi? - R. Perché è giusto che sia così, è bene che se ne facciano una ragione. Finché si parla e si scherza ok, ma mica gli si può dare un lavoro serio.

  • D. Tutti quelli che studiano o operano nel campo della psicologia sono sempre pronti a sostenere e aiutare le persone che soffrono o che sono in difficoltà, hanno cioè la propensione a consolare e sostenere tutti quelli che ne hanno bisogno. - R. Sicuro. Tanto che si firma un contratto in cui ci si impegna ad essere buoni con tutti, non solo a Natale, a dare metà del proprio mantello e dei propri averi a chiunque ne faccia richiesta e a dedicarsi con pazienza a qualunque persona e in ogni occasione della propria vita. Tanto che alcuni movimenti religiosi, provando una forte invidia per una simile e santa condotta, cominciano a non vedere di buon occhio l'esistenza della psicologia e stanno elaborando svariati e feroci metodi per cancellarla dal mondo.



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venerdì, 06 luglio 2007



 Non so voi che leggete in quale fascia d'età ISTAT veniate fatti rientrare, ma per conto mio ormai rientro nella fascia speciale dei "nongiovani".
Ora le categorie sono cambiate riespetto a qualche decennio fa'.
Allora a 30 anni eri un adulto, una persona che come minimo aveva un lavoro fisso e come massimo una famiglia con figli già avviati, almeno all'asilo nido.
Adesso a 30 anni puoi comunemente sentirti un mix tra un individuo che il mondo del lavoro rifiuta e un 18enne in pensione che non si rassegna a dare le dimissioni dal tuo cervello.
18enne quando ti va bene...
Comunque, partendo da questo, l'argomento è un altro e cioè cosa ti succede intorno mentre sei impegnato a fare la guerriglia (persa a priori) contro la tua ormai decollata maturità sociale.
Infatti, intorno a te c'è tutto un movimento del quale a volte ti accorgi solo a cose avviate.
Un rimescolìo di energie e di obiettivi che ha dell'inverosimile ai tuoi occhi.
 
La gente, quella che credevi fosse come te, manifesta finalmente la propria massima spregevolezza con una serie di atti incresciosi ai limiti dell'osceno e al pari dei peggiori crimini di guerra.
Come invasi da furore sacro, molti cominciano a fare cose strane, come ad esempio sposarsi.
Se ciò non bastasse le donne, in pieno rush biologico, vengono colte da una incontenibile smania di figliare, con o senza il consenso dei possibili padri.
Se hai una compagna puoi facilmente, e senza nemmeno renderti conto della cosa, cadere vittima delle più infime paranoie di futuro ragazzo padre. E sinchè restano "solo" paranoie sei fortunato. Può capitare che sia tu a cominciare ad usare quelle scuse classiche, solitamente ritenute appannaggio dell'universo femminile, del tipo "no cara, oggi ho un terribile mal di testa", oppure "non è che quando hai voglia tu devo per forza averne anche io", fino al confuso "eh no senti, oggi ho le mie cose". Magari cominci a rivestirti di lattice lubrificato a doppio strato o a girare con una muta da surf, a spruzzarti con gli spray usati per dissuadere i cani maschi e a versare 4 tipi diversi di anticoncezionale in ogni bibita che offri alla tua compagna o, in casi estremi, a usare il roipnol esattamente per lo scopo per cui è stato creato: sedare.
Anche la più Erode delle donne, giunta la fatidica età critica, di fronte ad un ammasso di carne rosa dall'età variabile tra gli 0 giorni e 1 anno non riuscirà a contenere la spinta che qualche biosicario effettua sulle malcapitate, sciogliendosi come neve al sole e rivolgendo ai propri uomini espressioni che mutano continuamente dalla richiesta lacrimosa alla piena disapprovazione fino a giungere al disprezzo più nero.
Altra solenne disgrazia di questa età è costituita dalla neo-famiglie, ossia gli amici della tua età che hanno già figliato.
E non dico disgrazia perchè "loro si, beati!, e tu no", ma perchè passi da "Volf usciamo, andiamo in un pub?" a "Visto chi c'è? Lo ZIO Vooolf... - tienimelo un attimo mentre prendo i panni.. - ma stasera? Filmetto della disney?".
E il 18enne che è in te urla disperato pregandoti di usare quel micro-umano come mazza per far rinsavire chi lo ha generato.
Ma non puoi, perchè in fondo hai un cuore. Ed è li che ti fregano.
Le feste tra amici si trasformano in festicciole mosce con l'opzional di serie costituito da infanti più o meno semoventi che sbavano, piangono, rigurgitano o fanno un casino bestiale scorrazzando fra tutti e buttando giù qualunque cosa. In più DEVI mostrare interesse per quei prodotti genetici fatti in casa. E lo devi mostrare con trasporto, devi fare in modo che sembri spontaneo. Così devi far finta di parlarci anche quando non capiscono una mazza di quello che dici, devi ridere per qualsiasi cosa senza senso facciano (e devi attribuirgli un senso, possibilmente complesso) e sentire le interpretazioni da lobotomia, o comunque prive di ogni logica adulta, fatte dai loro genitori (e pure dai nonni).
Se è capodanno e stai tentando di ricavarti uno spazio di libertà e di godimento festaiolo, è possibile che un paio di cavalieri teutonici dalle vaghe fattezze femminili ti intimino di non fare casino e di non dire parolacce chè i bambini si sono addormentati (guardi l'ora e sono le 22). Provi ad accennare con orgoglio una protesta, e chi dei presenti non ti maledirà con lo sguardo stai sicuro che scuoterà la testa con l'occhio rivolto al terreno e palese disapprovazione.
Altra magnifica perla saranno i momenti di allattamento.
Ogni madre vorrà ostentare di fronte al mondo non soltanto quale magnifico prodotto unico sia riuscita a sfornare (come se fosse chissà quale prodigio) ma anche con quale banalissima tecnica, quella di sempre, dia la poppa al pargolo. 
E sarà un prepotente sventolare di tette sature di latte e orribilmente segnate da vene gonfie come lombrichi, oltre che di capezzoli mostruosamente deformati dalla suzione che farebbero passare qualsiasi vaga associazione "seno=richiamo sessuale" anche al più tamarro dei babbuini.
Che poi i babbuini siano tamarri e che siano interessati al seno femminile, è tutto da dimostrare.



Postato da Volf alle ore 17:05 | commenti (38) | commenti (38) (Pop Up)
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