lunedĂŹ, 22 gennaio 2007



Un caso che si presta molto bene è quando il problema è di natura informatica.
Premesso che per diverse persone, che pure lo usano, il computer è la fonte di fantasie più sfrenate su misteriosi e incredibili viaggi al centro della terra, di riti futuristici e di necromanzie incomprensibili e arcane che aprono portali oscuri su una realtà che solo pochi eletti possono conoscere (cosa in realtà abbastanza falsa, anche se alcuni pareri sono discordi). Sulla base di queste credenze tribali, l’approccio ad una persona ritenuta, a torto o ragione, un po’ più esperta dell’utenza media (quindi, facendo due conti, pochissimo esperta) è come quello ad un santone che tutto vede e tutto potrà risolvere.
Il problema risiede nella difficoltà di attribuire un effettivo grado di conoscenza e capacità per un ambito del quale non solo si conosce poco ma verso il quale si hanno tutta una serie di pregiudizi tale da farcire uno Zeppelin.
In questo caso già di partenza diffideranno di voi, siete un po’ come il salvatore un po’ come quello che per aiutarli userà metodi che loro moralmente disapprovano, quasi come uno che si presenta come “indagatore dell’incubo”, un po’ vi disprezzano, dubitano di voi, ma siete necessari.
Cadranno nel vuoto tutti i vostri tentativi di chiarire che ne sapete molto meno di un professionista o di un tecnico: ne sapete più di loro (secondo loro ovviamente) e tanto basta ad obnubilare il metro di giudizio.
Come prima cosa vi chiederanno di tutto, solitamente si aspetteranno che il pc ritorni com’era appena uscito dal negozio e, se possibile, pure meglio. Non saranno disposti a credere che un problema sia irrisolvibile anche se lo è a prescindere dalle vostre capacità, sarete voi ad essere scarsi. Se avvisati che “questo procedimento potrebbe essere rischioso, se proprio volete che vada avanti è meglio salvare i dati preziosi prima e prepararsi a dover anche riformattare nella peggiore delle ipotesi… vi avviso che potrebbero volerci ore, che dite?”, spesso la risposta minimizza, per evitare di dovervi lasciare li ore (cioè, aiutate veloci e toglietevi dalle palle altrettanto veloci) tipo “vai avanti tranquillo, non dovrebbero eserci dati così importanti”, oppure la risposta non esiste, tipo “mmmm… non lo so, cioè io non ne capisco niente, tu cosa dici? Cosa è meglio fare?...” il che vi carica completamente della colpa in caso di successivi problemi anche se gli avete spiegato esattamente cosa potrà succedere.
Se date il vostro parere, potrebbero seguire anticipazioni di sfuriate, sul genere “eh però che palle… io non voglio avere problemi dopo perché il pc mi serve (il più delle volte non gli serve così tanto), poi ho tutte le cose messe come le avevo messe ma non mi ricordo cosa avevo fatto… e come si fa? E poi qua e poi la…”, al che, al vostro ennesimo tentativo di far capire che proprio per questo occorre salvare tutto il salvabile, magari vi dicono di farlo però sbuffano ogni 5 minuti perché effettivamente è un lavoro a volte di ore e poi devono pure comprare i DVD (certo che siete proprio dei babbei a non comprare per loro un enorme hard disk portatile… cavolo, vi chiamano e dovete pure fargli comprare i dvd vergini…). Quando chiederete “abbiamo ricontrolalto 3 volte, siete sicuri che non ci siano altri dati utili da salvare sul pc??”, vi risponderanno in maniera sempre ambigua, fingendo di dirvi di si, che non c’è più nulla di utile, ma senza dirvelo apertamente e con convinzione (cosa che gli servirà dopo, in caso di problemi).
Molte volte potrebbe capitarvi di trovarvi di fronte a casini combinati palesemente da mano umana, ma loro negheranno qualsiasi responsabilità, come i bambini che, soli in una stanza, chiamavano i genitori perché un giocattolo aveva preso spontaneamente fuoco in maniera inspiegabile e senza ntervento alcuno dell’infante “mi sono voltato e Big Jim stava bruciando”… certo, è un po’ come se le lingue di fuoco dello spirito santo fossero discese per errore sull’omino di plastica anziché sulle persone vere. Allo stesso modo “questo programma non si avvia più, io non ho fatto nulla” oppure, “boh, stavo soltanto scrivendo su word quando mi sono apparse delle finestre strane, ho cliccato un paio di volte su OK (senza leggere ovviamente) e poi mi ha scritto che mancava un file di sistema e il pc ha smesso di funzionare (fantascienza)”: spesso le facce tradiscono la colpa ma molti sono abili mentitori, sanno di aver fatto qualche immane cagata con le proprie manine, andando a caso e cliccando a destra e a sinistra dopo il lancio di una monetina, ma la colpa deve ricadere su qualcun altro, magari su di voi.
Come detto sopra, da voi non sono ammessi indugi o errori e problemi successivi al vostro intervento graveranno come maledizione su voi e le vostre discendenze.
C’è un po’ la tendenza a vedervi come mezzi uomini e mezzi pc, perciò sembra impossibile poter pensare che non conosciate a menadito qualsiasi problema venga fuori da una simile macchina: l’idea è che tutti i pc siano identici e in ognuno di essi si verifichino gli stessi problemi, perciò voi, che per loro siete “esperti”, come fate a restare perplessi davanti al loro pc che va inspiegablmente lento, che dopo la pulizia continua a dare errori, che si spegne quando aprite excell e altre mille possibili gabole che possono essere ricondotte ad altrettanti mille possibili problemi, dato che il pc è la macchina sforna casini per eccellenza.
E comunque sia andata, solitamente dopo ore di sudato lavoro (anche per la stupida paura di danneggiare qualcosa che non è vostro), se vi va bene vi saluteranno con qualche ringraziamento, ma pur sempre un po’ seccati e un po’ dubbiosi, indecisi se richiamarvi la prossima volta o se salutarvi quando vi incontreranno per strada.


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domenica, 21 gennaio 2007



Non sapendo che cavolo fare mi è venuto in mente quando si da una mano agli altri in qualcosa di più o meno tecnico, ma a livello di favore casalingo.
Avete presente quando magari da diversi anni, per hobby o passione (e per alcuni come continuità del proprio lavoro) vi impratichite un po’, ma pur sempre ad un grado non professionale, in un qualche ambito, che sia lavorare il legno, riparare auto o strumenti elettronici, dipingere, realizzare opere in muratura eccetera? Ecco, di solito prima o poi arriva qualcuno che vi chiede un favore, un aiuto o una consulenza; amici, parenti e conoscenti più o meno diretti, per lo spargersi delle voci, cominicano erroneamente a considerarvi “esperti” in quel dato campo, o quasi-esperti, e prima o poi vi ritrovate a fare lavori a casa anche a gente che non conoscete…
Se foste negli USA questa verrebbe chiamata “opportunità di allargare le vostre entrate lavorative” dato che alla lunga vi fareste pagare, anche se in maniera modesta; in Italia, invece, si chiama “fare favori aggratise” e, spesso, venire pure criticati.
Qualcuno penserà anche che vi divertiate e che per voi sia molto utile potervi esercitare presso altre persone, cosa che inizialmente, le prime due o tre volte, può anche essere vera ma che dopo un po’ smette di esserlo e comincia a diventare una sorta di prestazione versata per questioni sociali.
Ora non vorrei drammatizzare troppo, ci sono persone riconoscenti e piacevoli alle quali vi fa anche piacere dare una mano e con le quali vi trovate sempre bene, senza rimpiangere insomma di essere andato a casa loro per una prestazione di diverse ore.
Ciò che fa il caso, se così si può dire, sono purtroppo tutte le altre esperienze, meno positive e, di solito, le più numerose.
Intanto, una cosa che chi vi chiama tralascia è la vostra emotività.
Come prima cosa la richiesta… molto spesso già si parte male, arrivano con fare sbruffone e uan faccia di culo enorme e vi si rivolgono con frasi del tipo “uè, devi venire a fare quella cosa…” (vi può essere l’uso di più appellativi irriverenti.., come “oh bastardo” oppure “olà testina di maiale”), oppure “vieni sabato per quel lavoro”, che non sono domande ma dati di fatto se non un qualche tipo di ordine, e l’atteggiamento in genere è di quelli rilassati che hanno perso qualsiasi rispetto nei vostri confronti (specialmente se sono amici).
Poi non si rendono conto che sono comunque in debito (che voi non glie lo facciate pesare o notare è unicamente una questione legata alla vostra bontà, altrimenti sareste altrove a fare altro) solo per il fatto che siete li per un problema che è, o meglio era, il loro; credono poi che siate un mago che risolve qualsiasi problema senza dolore; sono pronti a sputarvi in faccia e ad attribuirvi qualsiasi colpa in caso di complicazioni e nonostante un secondo prima avessero esordito con una frase tipo “tranquillo non metterti problemi, fai le cose come vuoi” a seguito dei vostri tentativi di fargli presenti eventuali complicazioni. Fondamentalmente si comportano un po’ come se foste il classico tecnico a pagamento, scoglionato e pronto in ogni momento a mettergiela di dietro.
L’espressività fisico-facciale, ancora prima di quella verbale, è fonte di tutta una serie di insoddisfazioni da parte di chi presta aiuto che da sola basterebbe a farvi fuggire, dando prima fuoco alla casa in cui siete e alle persone che vi abitano (ma voi siete troppo buoni). Intanto la presenza, o meglio il controllo stretto di qualsiasi cosa facciate, come la fate e, sopra tutte le cose, se esitate fa del favore un’esperienza particolarmente purificatrice. Infatti, dato che vi ritengono esperti (ma non lo siete e glie lo avete detto almeno 10 volte nei 5 minuti seguiti al vostro ingresso in casa) non potete permettervi né erorri né tantomeno dubbi. Conseguente a questo fioccano le facce svalutanti e dubbiose dei presenti circa il vostro operato e, talvolta, circa le vostre reali capacità intellettive. I giudizi sono palpabili, e magari vi sentite pure in colpa…
Come condimento poi, arrivano i contro-consigli, ossia i pareri che tentano di suggerirvi che ciò che fate potrebbe essere fatto meglio in altro modo (non si sa di preciso quale), specialmente se non raggiungete il risultato da essi sperato nel giro di pochissimi minuti. Ricordate, esitare è da schiappe e voi esitate un po’ troppo.
Ovviamente, per non farvi davvero scappare (anche perché chiamare uno che lo faccia per mestiere in certi casi costerebbe un fottio di euro), tentano di riaddolcire il tutto con periodici finti riconoscimenti, tipo “no ma tranquillo, mi stai anche facendo questo favore… non preoccuparti”…. “Non preoccuparti cosa??” vi chiedete, “e di che?”… vabè, voi continuate la vostra opera.



Postato da Volf alle ore 12:57 | commenti (10) | commenti (10) (Pop Up)
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