martedĂŹ, 12 dicembre 2006



Nell'anno decimo ottavo dalla fondazione di me stesso, nel periodo detto della messe estiva, come era solito avveniva che i veterani delle guarnigioni studentesche venissero posti di fronte ad una dura scelta. Trovandomi tra le file di quegli sventurati, ignaro del futuro prossimo e lontano, forte delle convinzioni degli avi che suggerivano un'equivalenza tra il sofistico farsi lo culo ad iscola et l'onorare il sapere nei campi eccelsi delle lande universitarie firmai, seguendo altri legionari e in completo stato confusionale, le liste di reclutamento per quella che ci veniva indicata come la missione del futuro, foriera di sudore et fatica si, ma ancora di ricchezze et di subdisfazioni.
Interrompendo una gaudente campagna condotta in quella stagione presso le fumose terre del nord, raggiunsi il castro di Kalaris onde adfrontare, improvvido, il cimento selectivo per quella che veniva nommata disciplina psichologiae.
Ad seguito di un'excessiva inesperienza nel fronteggiare un simile adversario, la disfatta fu il diretto risultato del confronto, cui secuitò il ripiego novamente ingenuo verso i territori del diritto, ritenuti comunque tranquillamente sostenibili.
Dopo anni uno, reso ignavo da una vita di fuga dalle soporifere insidie delle disciplinae giuridichae, ormai ricco dell'esperienza passata, riarmato et fiero mi infilai tra le schiere di nuovi guitti e mercenari diretto al secondo monumentale scontro pro selectione dal quale, stando ai miti et alle canzoni di svariati aedi, soltanto centumoctiginta tra gli speranzosi aspiranti avrebbero varcato le soglie del fortilizio sul carro del trionfo.
Gratiae alla fortuna che arride agli sciocchi, finalmente potei unirmi gloriosamente allo sparuto gruppo di sopravvissuti pronto a far man bassa di tesori e quanti altri vantaggi offerti dall'aver conquistato l'ambita posizione.
Ma come tutte le glorie anche questa doveva portare alla mollezza dei costumi, all'intorpidimento dei sensi e dell'intelletto et alla perdita dell'onore e del nerbo.
Tramutati in porci dagli agi della libertà, io et alcuni alteri sprovveduti compari, vagammo sine meta tra i labirinti della facultate, in cerca del nulla et nulla trovando.
Nel duodecimosesto anno dalla fondazione di me stesso, incontrai un sancto viandante dalle mie identiche fattezze il quale, indirizzate prodigosamente multeplici forme di insulti ad mea personam in segno di saluto, provvidentialmente giunse ad indicare la via della salvezza, impervia si ma fonte di soddisfationi.
In quel tempo, difatti, vennero gli onori et la faticosa risalita verso la luce.
Accadde infine che, junto il momento della questua, dovetti indossare vesti umili al fine di reperire un volenteroso magistro che fosse disposto ad concedere tutela et ad esercitare la propria dotta influenza in modo tale che potessi congedarmi da si lungo servigio ivi prestato in quel di campus psichologiae in Kalaritanae citade.
Dopo adbundante et inconcludente vacazione, dal momento che omne magistro negava dispositione et gestum facebat umbrellii, giunto sfinito presso le arcate dello studium duodecimo trovai ostello et auxilio presso juvene magistro che ivi dimorava et tramava.
Advenne dunque che, sotto le insegne dello juvene magistro romanae iscolae, ad seguito di stagioni di alternata dementia et brevi periodi di normale fatica, adrivai dolente alla meta.
Dopo solemne vestitione, preparatione et immane terrore, mi produssi in breve lamentatione, la quale prende nome di expositio thesis laureae, tempore et spatio modificarono et piegarono sè et, finalemente, varcai le porte dei campi d'autumno cinto d'alloro, adpropriato per suino animale parato ad summa bragia.
Festanti pauci praesenti et parentes omni fecero da contorno ad un me stesso completamente absente et ebete.
Sicut titolato sum, ma ninguno gnosce errore celatus in hoc.

Meditate et purificate vos, adtendete magno cum horrore tempus in quibus omne svaelatus erit.

* Nota: dal momento che si tratta di un impasto linguistico tanto per fare [scazzo mode on], spero che nessuno si vorrà cimentare in critiche stilistiche e in disquisizioni su metodo e forma corretti, dato che non c'è nè metodo nè forma. Grazie



Postato da Volf alle ore 17:37 | commenti (44) | commenti (44) (Pop Up)
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